01/11/2018|
- News |

Storie di alpinisti, su Montagne360 le imprese straordinarie

Sono quelle di Giuseppe Oberto, Antonio Orsini e Mario Bisaccia. A una grande impresa è dedicato anche il portfolio fotografico del numero di novembre, con gli scatti di Fosco Maraini durante la spedizione sul Gasherbrum IV. Scatti che ora diventano un libro fotografico in uscita con il Cai

Si intitola “Storie di alpinisti” lo speciale del numero di novembre di Montagne360, la rivista del Club alpino italiano, che dedica quindici pagine a Oberto, Orsini e Bisaccia, tre uomini con la montagna nel cuore e nelle azioni.

Giuseppe Oberto, guida alpina di Macugnaga e autentico uomo di montagna, è stato uno dei partecipanti alla vittoriosa spedizione del Gasherbrum IV organizzata dal CAI nel 1958, di cui quest’anno ricade il 60° anniversario. Scomparso lo scorso agosto a 95 anni, era rimasto l’ultimo protagonista della stagione delle grandi imprese dell’alpinismo italiano in Himalaya, alle quali il suo nome rimane indissolubilmente legato.

Antonio Orsini, scienziato ascolano che amava la montagna, era un geologo naturalista che, nel 1840, effettuò la prima ascensione del Corno Piccolo del Gran Sasso. Figura tra i fondatori della Societa? Italiana di Scienze Naturali a cui apparteneva anche Quintino Sella, e studiò la più famosa vipera d’Europa, la Vipera Ursinii.

Infine il varesino Mario Bisaccia, uomo sempre aperto alla divulgazione e all’innovazione, ha lasciato come eredità la sicurezza. Suo infatti il nodo “Mezzo Barcaiolo”, adottato universalmente per l’assicurazione dinamica in parete.

Alla spedizione sul Gasherbrum IV è dedicato anche il portfolio fotografico, che raccoglie alcuni scatti di Fosco Maraini, che di quell’impresa fu storiografo e documentarista. Fotografie che ora sono diventate un libro in uscita per il Cai: Gasherbrum IV La Montagna Lucente.

Passando all’attualità, Montagne360 racconta la prima edizione di Sport Safety Days:tre giornate a Riva del Garda dedicate alla valutazione del rischio, dalle norme giuridiche agli ambiti sportivi. Ma anche riflessioni sul rispetto e sulla responsabilità.

Spazio anche all’ultima edizione di Pordenonelegge, che ha visto ancora una volta la presenza delle terre alte, grazie alla redazione di M360 e al CAI: arrampicata, sci, vita in montagna e una fiction del tutto compatibile con la realtà. I libri di montagna hanno affascinato l’auditorio e fatto viaggiare la platea.

Come mete escursionistiche, questo numero propone la Val di Rabbi, nel Parco Nazionale dello Stelvio, luogo che offre trekking, percorsi segnati dalle acque, cascate di ghiaccio e, in inverno, itinerari per scialpinisti e ciaspolatori, e l’arco alpino che va dalle Marittime al versante piemontese del Gran Paradiso: una zona con centinaia di laghi, ideale per avvicinare all’escursionismo anche gli appassionati del mare.

L’articolo “In cima alle montagne” è dedicato invece ai bivacchi, la cui manutenzione, difficile ma indispensabile, è uno degli impegni più grandi, economicamente e operativamente, del Club alpino accademico (CAAI), che ne possiede venti, sparsi in tutto l’arco alpino.

Sposandoci in Campania, questo numero accompagna alla riscoperta dell’acquedotto Giove-Fontanelle, a Caserta, progettato da Luigi Vanvitelli e utilizzato per la costruzione del Palazzo Reale: una cavità artificiale che riveste un ruolo rilevante per la memoria storica di un luogo.

Tornare a vivere in montagna, fra tradizione e nuove sfide: sono sempre di più gli esempi di questo tipo. Tra essi troviamo Fabrizio, la cui scelta coraggiosa è raccontata da M360: lasciare tutto, città e lavoro, e avviare un progetto per recuperare un’antica locanda, sull’Appennino tosco-emiliano, che era stata dei suoi avi. Puntando sulla cultura e sulla qualità.

Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo CAI completano come sempre il numero di novembre, in tutte le edicole a 3,90 euro.